Mode: in valigia crema solare e farmaco antivirale
Grazie all’influenza suina molti italiani si preparano ad andare in ferie con l’antivirale in valigia. Una confezione di Tamiflu costa 36,80 euro.
In questi tempi di crisi c’è anche chi festeggia e si prepara a spillare gli ultimi centesimi dei sudditi.
Big Pharma raduna le prime dieci corporation della chimica e farmaceutica: Pfizer, Glaxo Smith Kline, Johnson & Johnson, Merck; Novartis, Astra Zeneca, Roche, Bristol M. Squibb, Wyeth, Abbot Labs.
Il vaccino A, per la Big Pharma vale 10 miliardi di dollari (La Repubblica, 22 luglio ’09).
Tutto questo avrà dei ritorni anche nel lungo periodo perché è dimostrato che le persone più vaccinate sono anche quelle che poi avranno difese immunitarie endogene più basse e quindi saranno costrette a utilizzare più farmaci. Inoltre, l’uso incontrollato degli antivirali li porterà ad essere effettivamente poco efficaci, con la conseguenza che sarà necessario prenderne maggiori dosi e inventarne altri.
Dai dati ufficiali emerge che la mortalità conseguente a questa influenza è bassissima.
I casi di influenza certificati da test in laboratorio sono 162.380 e che 1154 hanno avuto esito letale (fonte OMS). Considerando la normale diffusione delle malattie nel mondo non si tratta in realtà di numeri alti.
Quindi due sono le possibilità: o L’OMS non sa fare il suo lavoro e non riesce a monitorare bene questa influenza oppure si tratta di una campagna mediatica fatta per far fare soldi al settore farmaceutico in tempi di crisi.
Infatti, nonostante i casi dimostrati siano pochi, l’OMS (molto legata alle lobbie del farmaco) ha stabilito il livello di “massima allerta” per cui potrebbe imporre il vaccino ai cittadini di 194 paesi.
Hanno già risposto per il vaccino di massa: Gran Bretagna, Austria, Svizzera e Francia, gli Usa si accontenteranno del 50% della popolazione.
In Italia stiamo a vedere.
Allerta, però, perché il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi (Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali) è sposato con Enrica Giorgetti, Direttore Generale di Farmindustria. Un conflitto d’interessi in perfetto stile italiano.
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