Vittoria Iacovella



Afghanistan. Aspettando le spiegazioni di Obama, Nobel per la Pace

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afghanistanIl primo dicembre, trasmesso in tv in “prime time”, Obama parlerà agli americani dall’accademia West Point, la casa dei militari Usa, la stessa dalla quale Gorge W. Bush lanciò il proclama della guerra preventiva.

Il Presidente, premio Nobel per la Pace, spiegherà al suo paese e al resto del mondo perché sta chiedendo di rafforzare la presenza militare in Afghanistan. Dovrebbe annunciare l’invio di altri 30 mila soldati e la richiesta agli alleati, secondo il New York Times, di altri 10 mila militari.

L’Europa, tuttavia, non sembra compatta e disposta a esporsi con una cifra così alta.

Il ministro della difesa francese, Hervè Morin ha già detto che il suo Paese non invierà nuovi rinforzi ma si concentrerà sulla ricostruzione.

Silvio Berlusconi, dopo una telefonata con Obama, si è detto disponibile all’invio di truppe extra. Così il segretario di Stato americano Hillary Clinton, discuterà dei dettagli della nuova strategia con il ministro degli Esteri Franco Frattini a Bruxelles a margine del vertice della riunione dei ministri degli Esteri della Nato che si terrà questa settimana.

Il segretario della Nato, Anders Fogh Ramussen, vorrebbe fare una conferenza stampa con Angela Merkel. La cancelliera tedesca si trova ancora una volta ad essere ago della bilancia ma non potrebbe trovarsi in una situazione più imbarazzante. A solo un mese dall’entrata in carica del governo, il ministro della difesa Franz Joseph Jung è stato costretto a dimettersi per lo scandalo della strage di civili in Afghanistan, causata dai tedeschi e finora tenuta nascosta. I morti sarebbero stati tra 142 e 179. Le forze armate avrebbero inviato un video segreto alla Nato e ora i partiti dell’opposizione chiedono come la Merkel potesse esserne all’oscuro.

Intanto il Times anticipa un rapporto della commissione esteri del senato americano in cui si sostiene che Osama Bin Laden avrebbe potuto essere ucciso e Al Qaeda sconfitta nel 2001, ma Donald Rumsfeld, allora capo del Pentagono, non volle.

Secondo il rapporto, la complicata situazione attuale è il risultato del fatto che allora non si decise di colpire dove si sapeva fosse nascosto il leader di Al Qaeda.

Il rapporto che la Commissione per gli Affari Internazionali ha svolto per il Senato ha un titolo significativo: «How we failed to get bin Laden and Why it matters today» (Come abbiamo fallito a catturare Bin Laden e perché ciò è importante oggi), anticipa di un giorno l’atteso discorso di Obama per prepararne la platea.

Nell’introduzione, John Kerry, presidente della commissione Esteri del Senato, scrive: «Quando siamo andati in guerra meno di un mese dopo gli attacchi dell’11 settembre, l’obiettivo era quello di distruggere Al Qaeda e uccidere o catturare il suo leader, Osama Bin Laden e altri importanti personaggi. La nostra incapacità di concludere il lavoro alla fine del 2001 ha contribuito al conflitto di oggi che mette a rischio non solo le nostre truppe e quelle dei nostri alleati, ma la stabilità di una regione cruciale e instabile».

Secondo il Washigton Post, all’indomani del discorso di Obama, gli Stati Uniti invieranno 9.000 marine nel sud dell’Afghanistan, nella provincia di Helmand. Il dispiegamento dei marine sarà seguito poco dopo dall’invio di mille addestratori dell’esercito, che dovrebbero essere operativi già a febbraio, con il compito di accelerare la formazione dei militari e delle forze di polizia afgani. A questi entro cinque anni, secondo quanto annunciato da Karzai, dovrebbe essere consegnata la responsabilità della sicurezza.

Nel frattempo il partito di Obama si spacca su come dovranno essere reperiti i fondi destinati a questi nuovi interventi bellici. Il New York Times, nel riportare il progetto “deponete le armi, vi offriamo un posto di lavoro”, racconta che molti giovani si arruolano tra i taliban per 10 dollari al giorno. C’è chi ha provato provocatoriamente a fare i conti. Se gli Usa dessero a tutti i potenziali terroristi 20 dollari, ne spenderebbe 300 mila al giorno, un bel risparmio rispetto ai 133 milioni di dollari investiti oggi per i militari in Afghanistan.

Vittoria Iacovella

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Scritto da vittoria iacovella

29 novembre 2009 alle 8:18 pm

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Tema Journalist adattato da sabkuntz AT gmail.com