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	<title>vinews &#187; copenhagen</title>
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		<title>Diario di una mamma che lavora a Greenpeace</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notte prima dell’azione di Greenpeace, notte movimentata di una mamma che lavora nell’associazione come addetta stampa. 


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/bitz-colosseo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-621" style="margin: 6px;" title="bitz-colosseo" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/bitz-colosseo-150x99.jpg" alt="bitz-colosseo" width="150" height="99" /></a>Mercoledì 9 dicembre 2009- Notte prima dell’azione di Greenpeace, notte movimentata di una mamma che lavora nell’associazione come addetta stampa. Le bimbe si svegliano diverse volte. Maya, la più grande, tre anni,  mi chiama piangendo “Mamma, ho sognato che crescevo ma diventavo più piccola!” la rassicuro “Amore, non ti preoccupare, ecco ti ho misurata, stai crescendo e sei bravissima, dormi adesso che sono le tre”. So che intanto i ragazzi si stanno preparando a entrare in azione, tutto è pronto, tra poco inizieranno a <span id="more-620"></span>issare le scale per salire sul Colosseo. Sono emozionata, vorrei che il blitz avesse la risonanza mediatica che merita, un messaggio importante su uno dei monumenti più famosi al mondo.</p>
<p>Ore 6 del mattino, a casa tutto tace, mi vesto velocemente, mi organizzo per stare diverse ore fuori al freddo. Chiamo uno dei coordinatori “Tutto ok, i climbers sono su: quattro ragazzi e due ragazze. Abbiamo già alcune foto. Il Colosseo all’alba è bellissimo”.</p>
<p>Fa un freddo! Sento gli altri della “squadra” di comunicazione. Per immagini e video sono già a lavoro da un po’, alle 6.30 arriviamo in ufficio e siamo al completo per stampa, new media e web.</p>
<p>La stampante è deceduta, ci ha abbandonati proprio prima di produrre il materiale da distribuire ai giornalisti che tra poco verranno sul posto. Iniziamo a correre per l’ufficio in cerca di una soluzione alternativa. Che fame, non ho neanche fatto colazione, ingurgito un cornetto mentre alle 7 inviamo alla nostra mailing list di giornalisti “Ultim’ora attivisti di Greenpeace conquistano il Colosseo”. Partono sms,  messaggi sul sito, Facebook, Twitter…</p>
<p>Corro sul posto, tra poco arriveranno le prime troupe televisive. I ragazzi sono lì, a centinaia di metri, pronti con il loro banner giallo ancora arrotolato. La giornata è molto fredda ma limpida, bellissima. Iniziano a srotolare lo striscione di 300 metri quadri, non è facile, loro sono bravi, esperti. Ogni volta che  facciamo un’azione i vigili del fuoco ci fanno i complimenti per la sicurezza e per l’attrezzatura degli scalatori. Le altre ragazze dall’ufficio stampa si attaccano al telefono per allertare tutti. Le radio cominciano a chiamarci, vogliono interviste in diretta, sapere cosa sta accadendo.</p>
<p>Sono le 8.30, il banner sta per aprirsi, i ragazzi si muovono, fotografi e operatori video si posizionano per avere la migliore visuale. Io corro da una parte all’altra per accertarmi che tutti siano a posto e possano intervistare il responsabile di Campagna, Francesco Tedesco. Lui racconta che, come dice il banner, “A Copenhagen è importante raggiungere un accordo storico, adesso. Tagli alle emissioni per i paesi industrializzati e soldi ai paesi in via di sviluppo per adeguarsi”. Lo dice in italiano ad alcuni, in inglese ad altri, mentre i ragazzi rimangono appesi lungo la fiancata del Colosseo. La notizia uscirà sulle tv di tutto il mondo.</p>
<p>La Polizia ci guarda, ci fotografa a uno a uno, ci filma. Sanno che non abbiamo cattive intenzioni, ma ci controllano. Alle 10 arrivano 50 attivisti vestiti con tute bianche, si sdraiano a terra formando la scritta “Act now”. Tutto procede bene, ci sono troupe di tutte le tv e le agenzie, i fotografi. Incrociamo le dita e le uscite saranno molte. La gente riuscirà ad ascoltare questo messaggio importante, assieme ai servizi sui panettoni in preparazione, la cronaca nera e la politica nazionale.</p>
<p>Chiamo mio marito Adriano “Tutto ok con le bimbe questa mattina? Hanno fatto colazione? Lavato i dentini? Hanno pianto quando le hai lasciate al nido?” di solito le porto io a scuola. Amo il mio lavoro ma ovviamente la fetta più grande del mio cuore è per la mia famiglia. Scontato? Non per tutti, vi assicuro.</p>
<p>Si avvicinano due signori, sorridendomi: “Piacere, sono il capo di Gabinetto di Alemanno, il sindaco è solidale e vorrebbe salire su con i climbers. Tra poco sarà qui.”</p>
<p>Chiamo i direttori, allerto tutti, sento le ragazze che in ufficio mandano un nuovo “alert” ai giornalisti.</p>
<p>Eccolo arrivare, Alemanno scende dall’auto blu, incontra il direttore di Greenpeace, Giuseppe Onufrio e gli dice “La prossima volta vengo anche io, avvertitemi!”</p>
<p>Intanto la notizia esce ovunque con le foto e i video. I colleghi di Greenpeace dal resto del mondo ci fanno i complimenti, anche i media internazionali ne stanno parlando.</p>
<p>Sulla mia scrivania è aperto il Financial Times che ha pubblicato una notizia data in esclusiva: “L’Enel chiede a Greenpeace 1.600.000 euro per i danni arrecati con le sue manifestazioni”.</p>
<p>Non ho neanche il tempo per gioire del successo che stiamo avendo, lo faremo domani.</p>
<p>Intanto mandiamo un nuovo comunicato alla stampa “Se l’Enel crede di intimidirci, otterrà l’effetto contrario”. Duri da piegare. E’ sera, sono sfinita. Tra poco torno a casa, sono uscita dodici ore fa, magari nessuno ci pensa, ma per me, lì inizia un altro lavoro. Anche quello appassionante e bellissimo, anche per quello non posso dare meno del massimo “Mamma, mamma, evviva!”</p>
<p><a href="http://www.vinews.it">vi</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3t3MUxJ1ndU&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/3t3MUxJ1ndU&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>


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		<title>Cina, Usa e il bluff dei numeri sul clima</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[A pochi giorni del vertice delle Nazioni unite sul cambiamento climatico, che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre, i leader del Pianeta lanciano le proprie offerte alla diplomazia internazionale.


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/clima.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-618" style="margin: 6px;" title="clima" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/clima-150x150.jpg" alt="clima" width="150" height="150" /></a>A pochi giorni del vertice delle Nazioni unite sul cambiamento climatico, che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre, i leader del Pianeta lanciano le proprie offerte alla diplomazia internazionale. Cina e Stati Uniti sono i principali emettitori di gas serra al mondo. Dopo un primo momento di chiusura verso i risultati del summit, Barack Obama e il suo omologo cinese, Hu Jintao, ora <span id="more-616"></span>si dicno disposti a ridurre le emissioni.</p>
<p>E’ già una vittoria che Cina e Usa, non firmatari del Protocollo di Kyoto, accettino di andare a Copenhagen. Tuttavia, bisogna ammettere che, in questi ultimi giorni, il traffico di cifre che alimenta i titoli dei giornali assomiglia più a una grande e confusa operazione di marketing che a una vera contrattazione.</p>
<p>I parametri di riferimento da cui partire, i più chiari, sono quelli proposti dall’Europa: taglio del 20% delle emissioni rispetto al 1990, entro il 2020.</p>
<p>Quota che salirebbe al 30% in caso di un accordo internazionale.</p>
<p>Gli Stati uniti si impegnano, entro il 2020, a tagliare il 17% della CO2 rispetto al 2005, quota che in realtà diventa un misero 4% se riferita al 1990.</p>
<p>Inoltre, dettaglio da non trascurare, il Presidente Obama sarà a Copenhagen il 9 dicembre, data in cui avrà scarse possibilità di discutere con gli altri leader che invece si incontreranno nei giorni tra il 16 e il 18.</p>
<p>A Copenhagen, le Nazioni Unite chiederanno: vincoli di riduzione delle emissioni per i Paesi industrializzati, aiuti economici per i Paesi invia di sviluppo, per adeguarsi tecnicamente, regole internazionali che permettano di far rispettare gli accordi presi.</p>
<p>La Cina, in quanto Paese in via di sviluppo, non parla di ridurre le proprie emissioni, ma promette di aumentare l’efficienza del 40% entro il 2020, legando i calcoli all’incremento del Pil.</p>
<p>Questo potrebbe voler dire che continuerà a produrre quanto ora ma, essendo più efficiente, ridurrà le emissioni. Oppure potrebbe significare anche che aumenterà al sua produzione mantenendo le emissioni allo stesso livello.</p>
<p>Obama, pressato dalle trattative interne sulla riforma sanitaria e sull’aumento delle truppe in Afghanistan, cerca di prendere tempo. Gli scienziati, invece,  ammoniscono che, per tamponare i disastri già in atto, bisogna varare immediati provvedimenti per limitare l’innalzamento della temperatura sotto i 2 gradi.</p>
<p>Un indice, invece, concretamente positivo è che la Cina sembra stia puntando ad affermarsi come leader mondiale nella produzione di tecnologie per le energie rinnovabili. E’ ancora, tuttavia, difficile da stabilire se l’ambiente diverrà un business capace di innescare una concorrenza virtuosa o se si tratti solo di una moda legata alla comunicazione di questi anni, con il “Green new deal” di Obama in testa.</p>
<p>vi</p>


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		<title>Copenhagen aspetta e i leader danno i numeri</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:02:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi ultimi dieci giorni si è passati dalla fiducia alla delusione, dall’esaltazione alla disillusione. Tutti legati ai numeri annunciati dai premier.


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/c01120907.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-613" style="margin: 6px;" title="c01120907" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/c01120907-150x99.jpg" alt="c01120907" width="174" height="115" /></a>Copenhagen è lì che aspetta e si prepara ad accogliere i grandi che salveranno la   Terra. La strada che porta alla capitale danese, però, sembra più una campagna di marketing che una seria contrattazione diplomatica. In questi ultimi dieci giorni si è passati dalla fiducia alla delusione, dall’esaltazione alla disillusione. Tutti legati ai numeri annunciati dai premier.<span id="more-605"></span></p>
<p>Innanzi tutto ci sono quelli dell’Europa che si è già vincolata per ridurre le sue emissioni del 20% rispetto a quelle del 1990 entro i 2020. Quota che però può arrivare al 30% se sostenuta da un accordo internazionale.</p>
<p>Gli Usa, dopo aver annunciato nel G2 di Pechino che quello di Copenhagen sarebbe stato un mezzo fallimento, propongono un taglio del 17% al 2020. Un truchetto da esperti di marketing, fatto per avere buoni titoli sui giornali. Il 17% rispetto al 2005, se riferito al 1990 (come chiede l’Onu) diventa un risecato 4%. C’è anche da sottolineare che Obama sarà a Copenhagen il 9 dicembre, mentre la maggior parte dei leader si incontrerà al vertice nei giorni tra il 16 e il 18, date in cui verranno effettivamente discussi gli accordi.</p>
<p>La  Cina, da parte sua, essendo un paese in via di sviluppo, propone una riduzione dell’aumento delle emissioni collegandola alla crescita del Pil. Lancia quindi la sua offerta per un aumento dell’efficienza energetica del 40% rispetto al 2005 entro il 2020.</p>
<p>Il governo danese prepara una bozza che prevede l’abbattimento dell’80% entro il lontano 2050 ma l’India risponde che non è disposta ad acordi vincolanti sui tagli.</p>
<p>In tutto questo traffico di cifre e di conteggi poco uniformi fra loro, un dato è evidente: le posizioni espresse dai due paesi maggiori emettitori di CO2 al mondo, Usa e Cina, sono assolutamente distanti dalle richieste degli scienziati che chiedono misure reali per salvare il Pianeta, limitando l’innalzamento della temperatura sotto i 2 gradi.</p>
<p>La commissione intergovernativa dell’Onu sul cambiamento climatico avverte che le soluzioni proposte, oltre che essere urgenti, non eviteranno i danni ma riusciranno almeno a limitarli. Il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, continua a lavorare perché a Copenhagen siano approvati alcuni punti essenziali: obiettivi vincolanti di riduzione di CO2 per i paesi sviluppati, finanziamenti ai paesi in via di sviluppo per l’innovazione ambientale e regole globali che garantiscano il rispetto degli impegni che gli stati sottoscriveranno.</p>
<p>La capitale della Danimarca, nel frattempo, si prepara ad accogliere non solo i leader ma anche le decine di  migliaia di attivisti che a dicembre la invaderanno. Chiedono di salvare il pianeta dal tracollo annunciato dalla scienza. Il loro slogan è “Se il clima fosse una banca lo avreste già salvato”. Una massa nuova, evoluta rispetto al popolo di Seattle, forse più matura ma non meno creativa. Sottolineano che le vittime del clima sono milioni e, secondo le previsioni scientifiche, aumenteranno diventando miccia di nuovi conflitti. I loro occhi sono puntati soprattutto su Obama che negli stessi giorni sarà in Scandinavia per ritirare il premio Nobel per la Pace.</p>
<p>Ieri nell&#8217;aeroporto di Copenhagen sono apparsi cartelloni pubblicitari con le facce invecchiate dei leader del mondo e la scritta &#8220;Mi dispiace. Potevamo fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici…non l&#8217;abbiamo fatto&#8221;. Artefice <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/leader-pubblicit%C3%A0" target="_blank">Greenpeace</a>.</p>
<p><a href="http://" target="_blank">vi</a></p>


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		<title>Beds Are Burning &#8211; TckTckTck Campaign</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:31:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La canzone è molto bella, il video pure, e scaricarla equivale a firmare una petizione per Copenhagen!


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			<content:encoded><![CDATA[<p>La canzone è molto bella, il video pure, e scaricarla equivale a firmare una petizione per Copenhagen!</p>
<p>Le parole (a parte il ritornello) sono state in parte modificate rispetto al testo originale.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aBTZOg6l6cA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/aBTZOg6l6cA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span id="more-573"></span>Ecco il nuovo testo:</p>
<p>Beds Are Burning lyrics</p>
<div>
<p>Tck Tck Tck</p>
<p>[Kofi Annan speaks]<br />
Climate change is having a real impact<br />
On the lives of individuals<br />
And communities around the world<br />
We must do something about it<br />
In December in Copenhagen<br />
Our leaders will have an opportunity<br />
To come up with a robust post-climate agreement<br />
That is viable and will help make this planet a better place</p>
<p>Down at the river bed<br />
The earth is cracked and dry instead<br />
Farms are failing, cities baking<br />
Steam in 45 degrees</p>
<p>The time has come<br />
To take a stand<br />
It&#8217;s for the Earth<br />
It&#8217;s for our land</p>
<p>The time has come<br />
A fact&#8217;s a fact<br />
The heat is on<br />
No turning back</p>
<p>How can we dance when our earth is turning<br />
How do we sleep while our beds are burning<br />
How can we dance when our earth is turning<br />
How do we sleep while our beds are burning</p>
<p>The time has come<br />
To take a stand<br />
It&#8217;s for the earth<br />
It&#8217;s for our land</p>
<p>Heaven hopes we’ll find a cure<br />
&gt;From Bejing west to Timbuktu<br />
The global village lives and breathes<br />
In 45 degrees</p>
<p>The time has come<br />
To take a stand<br />
It&#8217;s for the Earth<br />
It&#8217;s for our land</p>
<p>The time has come<br />
A fact&#8217;s a fact<br />
The heat is on<br />
No turning back</p>
<p>How can we dance when our earth is turning<br />
How do we sleep while our beds are burning<br />
How can we dance when our earth is turning<br />
How do we sleep while our beds are burning</p>
<p>The time has come<br />
To take a stand<br />
It&#8217;s for the Earth<br />
It&#8217;s for our land</p>
<p>The time has come<br />
A fact&#8217;s a fact<br />
The heat is on<br />
No turning back</p>
<p>How can we dance when our earth is turning<br />
How do we sleep while our beds are burning<br />
How can we dance when our earth is turning<br />
How do we sleep while our beds are burning</p>
<p>[Desmond Tutu concludes]<br />
I support the Campaign For Climate Justice<br />
And I&#8217;m pleased to become a climate ally<br />
This is your campaign</p>
<p><a href="http://www.timeforclimatejustice.org./" target="_blank">http://www.timeforclimatejustice.org./</a></div>


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		</item>
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		<title>Greenpeace: the naked truth about</title>
		<link>http://www.vinews.it/2009/11/23/greenpeace-the-naked-truth-about/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news in english]]></category>
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		<category><![CDATA[vittoria]]></category>

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		<description><![CDATA[F-gases, or HFCs, are the super greenhouse gases that cool our drinks, our cars, and our buildings. They have a bigger effect on our climate than carbon dioxide and they are a growing threat. Sign the petition to phase them out by 2020. 


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			<content:encoded><![CDATA[<p><span>F-gases, or HFCs, are the super greenhouse gases that cool our drinks, our cars, and our buildings. They have a bigger effect on our climate than carbon dioxide and they are a growing threat. Sign the petition to phase them out by 2020. </span></p>
<p><span>Hem&#8230; che ne pensate?</span></p>
<p><span><a href="http://www.vinews.it/" target="_blank">Vittoria</a><br />
</span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9HNnWnfOkzg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/9HNnWnfOkzg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<span><br />
</span></p>

<p><a href="http://current.com/clipper.htm?url=http%3A%2F%2Fwww.vinews.it%2F2009%2F11%2F23%2Fgreenpeace-the-naked-truth-about%2F&title=Greenpeace%3A+the+naked+truth+about" title="Make Current"><img src="http://i.current.com/extensions/wpIcon.gif" width="22" height="22" alt="Make Current" /></a>
</p>

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		<title>Il clima nelle mani di Cina e Usa</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante i segnali burrascosi, non è ancora naufragato il vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a dicembre Copenhagen. Dopo un primo momento di chiusura verso la possibilità di raggiungere obiettivi vincolanti, Cina e Usa tornano sui loro passi per ammettere che sarà necessario un accordo con effetti immediati.


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/obama_hu.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-555" style="margin: 6px;" title="obama_hu" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/obama_hu-150x93.jpg" alt="obama_hu" width="150" height="93" /></a>Nonostante i segnali burrascosi, non è ancora naufragato il vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a dicembre Copenhagen. Dopo un primo momento di chiusura verso la possibilità di raggiungere obiettivi vincolanti, Cina e Usa tornano sui loro passi per <span id="more-553"></span>ammettere che sarà necessario un accordo con effetti immediati.</p>
<p>Il 15 novembre, Barack Obama e Hu Jintao, leader dei due paesi che sono i maggiori responsabili di gas serra al mondo, avevano dichiarato che <a href="http://www.vinews.it/2009/08/04/the-road-to-copenhagen/" target="_blank">Copenhagen</a> non sarebbe stata un successo. Con un “G2” erano stati buttati all’aria anni di trattative diplomatiche globali. Un gravissimo colpo nei confronti dell’Europa che veniva estromessa da una decisione tanto importante e che si è già impegnata a diminuire del 20 per cento le sue emissioni entro il 2020.</p>
<p>Obama si è presentato come il presidente della “green economy” ma, dopo le lotte sulla riforma sanitaria interna, non può contare sulla maggioranza necessaria a far approvare mutamenti reali sulla politica di energia e ambiente. La crisi economica non gli permette di infastidire la Cina che è il principale detentore di titoli di stato Usa e anche il primo esportatore verso il suo paese. Obama prende tempo e propone la strategia di un accordo in due fasi, rimandando l’appuntamento tra un anno a Città del Messico.</p>
<p>La commissione intergovernativa dell’Onu sul cambiamento climatico, invece, ha fretta e avverte che le soluzioni proposte, oltre che essere urgenti, non eviteranno i danni ma riusciranno almeno a limitarli.</p>
<p>Il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, continua a lavorare perché a Copenhagen siano approvati alcuni punti essenziali: obiettivi vincolanti di riduzione di CO2 per i paesi sviluppati, finanziamenti ai paesi in via di sviluppo per l’innovazione ambientale e regole globali che garantiscano il rispetto degli impegni che gli stati sottoscriveranno.</p>
<p>La capitale della Danimarca, nel frattempo, si prepara ad accogliere non solo i leader ma anche le decine di  migliaia di <a href="http://www.vinews.it/2009/09/25/danger-climate-destruction-ahead/" target="_blank">attivisti</a> che a dicembre la invaderanno. Chiedono di salvare il pianeta dal tracollo annunciato dalla scienza. Il loro slogan è “Se il clima fosse una banca lo avreste già salvato”. Una massa nuova, evoluta rispetto al popolo di Seattle, forse più matura ma non meno creativa. Sottolineano che le vittime del clima sono milioni e, secondo le previsioni scientifiche, aumenteranno diventando miccia di nuovi conflitti. I loro occhi sono puntati soprattutto su Obama che negli stessi giorni sarà in Scandinavia per ritirare il premio <a href="http://www.vinews.it/2009/11/06/obama-a-copenhagen-per-la-pace/" target="_blank">Nobel per la Pace</a>.</p>
<p><a href="http://www.vinews.it/" target="_blank">Vittoria Iacovella</a></p>


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		<title>Obama a Copenhagen per la Pace</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A un anno dal suo insediamento, Obama si prepara, con una popolarità meno salda, al vertice di dicembre delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che si terrà a Copenhagen.Il reperimento energetico rimane alla base della maggior parte di guerre e tensioni.  Sarà quello il banco di prova per la nuova era di pace promessa.


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/obama-change.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-529" style="border: 0px solid black; margin: 5px;" title="obama change" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/obama-change-95x150.jpg" alt="obama change" width="95" height="150" /></a>Con la chiusura del vertice delle Nazioni Unite a New York, il presidente Usa, Barack Obama, ha portato a casa la firma importante, dei quindici paesi, per il disarmo e la non proliferazione nucleare. Impresa che gli è valsa, il 9 ottobre, l’assegnazione del Nobel per la Pace.</p>
<p>Nel suo discorso, il nucleare è stato il primo di quattro importanti impegni, seguito da: sicurezza, conservazione del pianeta e pari opportunità nell’economia globale. Obama ha parlato anche della consapevolezza delle aspettative verso la sua politica e ha ribadito che la democrazia non può essere<span id="more-527"></span> imposta dall’esterno a nessuno.</p>
<p>Una presa di posizione tanto netta, sulla pace, da segnare una radicale inversione di rotta della politica statunitense. Il cambiamento era stato già marcato da altri momenti divenuti storici, come il discorso ai paesi islamici, tenuto al Cairo lo scorso giugno.</p>
<p>La popolarità di <a href="http://www.vinews.it/2009/01/21/il-discorso-di-obama-un%E2%80%99analisi/" target="_blank">Obama</a>, direttamente legata alle aspettative del “Yes, we can”, non è destinata a crescere all’infinito. Il Nobel, che gli è stato assegnato per la Pace, ha innescato una nuova fase del suo rapporto con la gente che ora pretende risultati tangibili.</p>
<p>La presenza delle truppe Usa in Afghanistan rimane una realtà scomoda e difficile da gestire. La situazione in Medio Oriente è arenata. Qualche segnale positivo viene dall’Iran che accetta di cooperare sul nucleare, sebbene la lunghezza delle trattative insinui il dubbio che Ahmadinejad stia semplicemente prendendo tempo.</p>
<p>All’interno del Paese, nonostante una ripresa del 3,5% la disoccupazione non accenna a scendere. La rivoluzione verde, punto importante del suo programma, richiede forti investimenti iniziali e una grande fiducia da parte delle imprese. L’uso di energie rinnovabili è esso stesso un impegno per la pace. La dipendenza degli stati Uniti dal petrolio è stata il movente di numerosi conflitti. Quegli stessi conflitti che, negli ultimi anni, hanno alimentato una fetta rilevante dell’economia statunitense.</p>
<p>A un anno dal suo insediamento, Obama si prepara, con una popolarità meno salda, al vertice di dicembre delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che si terrà a Copenhagen. Gli scienziati avvertono che si tratta dell’ultima chance per salvare il <a href="http://www.vinews.it/2009/09/25/danger-climate-destruction-ahead/" target="_blank">pianeta</a>. Le vittime dei <a href="http://www.vinews.it/2009/08/30/the-climate-community/" target="_blank">cambiamenti climatici</a> sono milioni. Il reperimento energetico rimane alla base della maggior parte di guerre e tensioni.  Finora gli incontri dei capi di Stato hanno prodotto, come con il G8, buone dichiarazioni di intenti senza tuttavia stabilire veri programmi né regole effettive. C<a href="http://www.vinews.it/2009/08/04/the-road-to-copenhagen/" target="_blank">openhagen</a> sarà il banco di prova per la nuova era di pace promessa.</p>
<p>Vittoria Iacovella</p>


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		<title>VIDEO- Danger: Climate Destruction Ahead</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 08:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Greenpeace activists are hanging off a Pittsburgh bridge with a massive banner displaying our message to G20 leaders


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			<content:encoded><![CDATA[<p><span>PITTSBURG- 23th  sempember 2009</span></p>
<p><span>Greenpeace activists are hanging off a Pittsburgh bridge with a massive banner displaying our message to G20 leaders gathering for tomorrow&#8217;s summit. The banner takes the form of stylized &#8220;road sign&#8221; that warns of the political maneuvering and delay that have put a international climate treaty in jeopardy as the world enters the final stretch on the road to Copenhagen.</span></p>
<p><span><br />
</span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KNVkmpkPSDg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/KNVkmpkPSDg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><em></em></p>

<p><a href="http://current.com/clipper.htm?url=http%3A%2F%2Fwww.vinews.it%2F2009%2F09%2F25%2Fdanger-climate-destruction-ahead%2F&title=VIDEO-+Danger%3A+Climate+Destruction+Ahead" title="Make Current"><img src="http://i.current.com/extensions/wpIcon.gif" width="22" height="22" alt="Make Current" /></a>
</p>

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		<title>Premio &#8220;The climate community&#8221;</title>
		<link>http://www.vinews.it/2009/08/30/the-climate-community/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 21:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Premiata da "The climate community"


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/award-gem.png"><img class="size-full wp-image-472 alignleft" style="border: 0px solid black; margin: 8px;" title="award-gem" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/award-gem.png" alt="award-gem" width="150" height="117" /></a>Un po&#8217; di tempo fa ho conosciuto grazie a Twitter &#8220;<a href="http://www.theclimatecommunity.com/" target="_blank">The climate community</a>&#8221; creato da un gruppo di ragazzi californiani, ho scritto un post per loro dal titolo &#8220;<a href="http://www.theclimatecommunity.com/2009/08/the-road-to-copenhagen/" target="_blank">The Road to Copenhagen</a>&#8221; e qualche giorno fa mi hanno nominata vincitrice del premio settimanale. Woow!</p>
<p><a href="http://www.theclimatecommunity.com/2009/08/climate-community-citizen-of-the-week-award-vittoria-iacovella/" target="_blank">Qui</a> trovate la scheda sull&#8217;assegnazione del premio.</p>
<p>Tank you very much guys!</p>
<p>Vittoria</p>

<p><a href="http://current.com/clipper.htm?url=http%3A%2F%2Fwww.vinews.it%2F2009%2F08%2F30%2Fthe-climate-community%2F&title=Premio+%26%238220%3BThe+climate+community%26%238221%3B" title="Make Current"><img src="http://i.current.com/extensions/wpIcon.gif" width="22" height="22" alt="Make Current" /></a>
</p>

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		<title>The road to Copenhagen</title>
		<link>http://www.vinews.it/2009/08/04/the-road-to-copenhagen/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 10:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoria iacovella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
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		<description><![CDATA[Climate change is the most important issue the planet and its people are facing today.Meeting that challenge will define a generation and dictate the extent of the impacts to be felt by generations to come.


Nessun post correlato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/terrabrucia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-439" style="border: 0px solid black; margin: 8px;" title="terrabrucia" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/terrabrucia-150x140.jpg" alt="terrabrucia" width="130" height="122" /></a></strong><strong>Climate change is the most important issue the planet and its people are facing today.</strong></p>
<p>Meeting that challenge will define a generation and dictate the extent of the impacts to be felt by generations to come. <strong>Governments will write the next chapter of this saga in Copenhagen</strong>, in December 2009. Here they must step up to this challenge and put the world on the path to sustainable development. New science demonstrates that an <span id="more-438"></span>increase in global temperature of even 1.5°C could lead to irreversible impacts. We therefore need a pathway that will keep us as far below 2°C as necessary.</p>
<p>Climate change is not just a human tragedy but changes the very basis of survival on this</p>
<p>planet. Failure to agree on a strong, effective deal in Copenhagen will accelerate the demise into competing smaller entities, resource wars, disruption, refugees, and natural catastrophes.</p>
<p><strong>The road to Copenhagen</strong>, for Greenpeace is to <strong>encourage and provoke countries </strong><strong>into thinking hard about the level of ambition, scope and detail that needs to be agreed in Copenhagen, the path to get us there and what comes afterwards.</strong></p>
<p>The overall ambition of the Copenhagen deal must be to keep the rise of the world’s average annual temperature as far below 2°C warming as necessary, compared to pre-industrial levels, to avoid catastrophic climate change. We need a global plan that peaks global greenhouse gases’ emissions as soon as humanly possible and enables us to return to well below current levels.</p>
<p><strong>All countries must contribute </strong>to preventing dangerous climate change. However, the largest share of responsibility for staying <a class="highslide" href="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/g8-italy-b.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-442" style="border: 0px solid black; margin: 8px;" title="g8-italy-b" src="http://www.vinews.it/blog/wp-content/uploads/g8-italy-b-300x200.jpg" alt="g8-italy-b" width="300" height="200" /></a>within the carbon budget rests with the industrialized countries, obligating them to reduce emissions at home whilst enabling and supporting developing countries to develop in a low-carbon manner. The Energy [R]evolution scenarios show that it is technically possible to greatly reduce emissions without resorting to nuclear power.</p>
<p>For avoiding a catastrophic climate change, it is needed a legally binding emissions reduction <strong>obligation for industrialised countries, as a group, of at least 40% below 1990 levels by 2020</strong>, three quarters of which need to be met by domestic actions.</p>
<p><strong>Developed countries </strong>must make deeper and quicker cuts in their greenhouse gas emissions than previously thought (in the 15-30% range respect to the forecasted growth).</p>
<p>Greenhouses gas like carbon dioxide stay in the atmosphere for a long time (a century or so); that’s the reason why rich countries have more responsibilities and are asked to make the biggest effort and to provide significant financial, technological and capacity building support that can be monitored and measured to ensure that <strong>developing countries</strong> have the means to stay within such a carbon constrained budget and to begin to remedy the historical inequities.</p>
<p>In Italy, in July, We had the important <strong>G8 summit</strong>. It was a step in the road to Copenhagen. Over 100 Greenpeace activists from 15 countries occupied four coal-fired power stations across Italy, demanding that the G8 Heads of State meeting in L’Aquila take decisive leadership on climate change.</p>
<p>On my desk there’s a copy of an International Herald Tribune dated December 19, 2009. The headline read “Heads of State Agree Historic Climate Saving Deal.” Is a spoof newspaper by Greenpeace, but it is a hope too, because it is still not too late .</p>
<p><a href="../">Vittoria Iacovella</a></p>
<p>Greenpeace Press Officer in Italy</p>
<p>Take action!</p>
<p><a href="http://www.greenpeace.org/international/campaigns/climate-change/take_action/leaders-go-to-copenhagen-climate-summit?0">Tell world leaders to go to the UN Climate Summit in Copenhagen and ensure that strong and binding targets are set in order for us to avert catastrophic climate change.</a></p>


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